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martedì 30 marzo 2021

Box Salute: Guarire il Covid-19 a casa con la terapia domiciliare personalizzata

 Puntata del 26.03.2021, presentazione di Ippocrateorg




  • la malattia è evoluta, i sintomi sono ormai raramente gusto/olfatto, più frequentemente disturbi gastrici (tampone anale positivo, gastro faringeo no) e neurologici

  • cortisone toglie infiammazione che antiinfiammatorio non steroideo non è riuscito 

  • saturazione <93, se non è almeno altalenante si rischia ricovero (che molti non vogliono)

  • 42min NO tachipirina

  • 1h 01m approccio corretto a casa

  • 1h 10m idrossiclorochina, A seguire: Aspirina, Colchicina, Ivermectina

  • 1h 34m la sorprendente "memoria" del nostro sistema immunitario

  • 1h 36m Se hai un livello anticorpale alto, NON fare il vaccino, è pericoloso, crea una ulteriore risposta immunitaria che diventa una tempesta potenzialmente mortale, ALmeno 6 mesi dopo la malattia, ma anche di più, fare un "dosaggio anticorpale"

  • 1h 38m invito: mostrare questo video al proprio medico

  • Verso la fine, a 1h e 40min, viene raccontata la gratitudine dei pazienti curati da Ippocrateorg








sabato 6 marzo 2021

STORIE DI PAZIENTI GUARITI – IppocrateOrg

Il Covid-19 si può e si deve curare a casa con terapie domiciliari tempestive, che eviterebbero il sovraffollamento degli ospedali e, di conseguenza, anche i lockdown e le chiusure generalizzate delle attività commerciali e imprenditoriali.

Cosa può fare una persona nel caso in cui contragga questo virus influenzale? Ne parliamo con la dottoressa Vanessa Solfanelli e con il dottor Antonio Palma. Entrambi sono medici che hanno aderito al movimento IppocrateOrg, una rete internazionale di medici, operatori sanitari e sociali che offre assistenza gratuita ai pazienti Covid e che si sta battendo affinché i protocolli di cura vengano ufficialmente adottati dal governo italiano e dai governi di tutti i Paesi in cui IppocrateOrg è presente


https://www.byoblu.com/2021/02/24/storie-di-pazienti-guariti-ippocrateorg/

domenica 21 febbraio 2021

COME SI AFFRONTA IL COVID-19

Mai, in passato, di fronte ad una patologia si è assistito ad una risposta così scomposta da parte dei Paesi cosiddetti avanzati o occidentali.

Mentre nei Paesi ad economia più arretrata sono stati immediatamente formulati dei protocolli e si è invitato tutto il personale medico e la popolazione a seguirli per combattere il Covid, nei Paesi più ricchi non è stata trovata alcuna sintesi.

Ancora oggi, dopo 10 mesi di epidemia, i farmaci utilizzati per curare i pazienti sono i più disparati. Variano da Stato a Stato ma anche da Regione a Regione. Il Palmares va certamente attribuito all’Italia che sta producendo centinaia di Protocolli diversi che variano da Regione a Regione, da Città a Città, da USCA a USCA, da Associazione medica ad Associazione medica, da Ordine a Ordine; Protocolli di cura che contengono farmaci e somministrazioni le più diversificate, che si contraddicono tra realtà e realtà. Solo per fare un esempio: l’Ordine dei Medici Lombardo sconsiglia vivamente l’Azitromicina, in Veneto un’USCA prescrive l’Azitromicina

Questo è soltanto un semplice esempio, ma la scompostezza che stiamo registrando è la più totale, su tutti i farmaci, sulle posologie (dosaggi), su modalità e tempi di assunzione.

La situazione italiana è certamente quella più fuori controllo ma anche gli altri Paesi Occidentali hanno le loro contraddizioni. Unico punto, sul quale tutti i Paesi Occidentali concordano, è il seguente: non utilizzare l’idrossiclorochina. I Paesi in via di sviluppo, al contrario, sono tutti concordi nell’usarla, avendone sperimentato l’efficacia.

Come Movimento IppocrateOrg, con la collaborazione di www.Planet360.info, abbiamo cercato di mettere ordine in questa materia, vista la totale latitanza di molti Governi dei Paesi Occidentali.

Vi proponiamo quindi dettagliate linee guida, con specifica di farmaci, posologie e tempistiche, nella speranza che chi ha l’onere di dover produrre delle indicazioni precise per la cittadinanza si decida a farlo oppure lasci il proprio posto a persone più adeguate a gestire questa crisi.

Mauro Rango



Al fine di ottimizzare il trattamento domiciliare, le linee guida che IppocrateOrg propone (aggiornate al 19 febbraio 2021) tengono conto della progressione della malattia in 3 stadi, come universalmente riconosciuto:

(...)

Ovviamente il medico non prescriverà tutto il ventaglio di proposte elencate, ma sceglierà i principi attivi che ritiene più opportuni in base al paziente che deve curare.

La nostra indicazione è comunque quella di non far mai mancare:
  ✔ Vitamina D
  ✔ Zinco
  ✔ Vitamina C

che raccomandiamo di somministrare anche negli stadi più avanzati della malattia.

COME SI AFFRONTA IL COVID-19. | IppocrateOrg



sabato 20 febbraio 2021

Rivoluzione Draghi: cure a domicilio per guarire dal Covid

Nel paese dove ora si indaga sugli oltre 50 milioni di euro che sarebbero stati intascati come “compenso” per le primissime forniture di mascherine, lo scandalo forse maggiore riguarda l’approccio sanitario alla pendemia: tuttora, come denunciano molti medici coraggiosi, l’Italia continua a non avere un protocollo terapeutico che preveda, in modo sistematico, efficaci cure (domiciliari) per disinnescare il Covid già ai primi sintomi della malattia. «Per questo – affermano i sanitari di associazioni come “Ippocrate” – gli ospedali sono stati presi d’assalto da pazienti in condizioni ormai gravi: erano stati abbandonati a casa e lasciati senza cure, grazie a disposizioni che tuttora prescrivono la somministrazione della sola Tachipirina, farmaco completamente inutile in caso di Covid». Parole che non sono rimaste inascoltate, se è vero che il neo-premier, Mario Draghi, ha chiarito che (accanto alle misure d’emergenza, come una adeguata fornitura di vaccini efficacemente distribuiti) sarà strategico l’allestimento di una risposta sanitaria territoriale, capace di curare in modo tempestivo i malati, evitando il ricovero in ospedale.

Proprio la demenziale inefficienza del sistema sanitario, imputabile in primis a Giuseppe Conte e Roberto Speranza, ha gonfiato i numeri del bilancio pandemico italiano (oltre 90.000 vittime, stando ai dati ufficiali – pur contestati da medici come Matteo Bassetti, secondo cui sarebbero stati conteggiati come Covid moltissimi pazienti deceduti per via di altre, gravi malattie). In ogni caso, si tratta di «cifre che hanno messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, sottraendo personale e risorse alla prevenzione e alla cura di altre patologie, con conseguenze pesanti sulla salute di tanti italiani», sottolinea Mario Draghi. «L’aspettativa di vita, a causa della pandemia, è diminuita: fino a 4 – 5 anni nelle zone di maggior contagio; un anno e mezzo – due in meno per tutta la popolazione italiana. Un calo simile non si registrava in Italia dai tempi delle due guerre mondiali». 
Si è anche aggravata la povertà, aggiunge Draghi: la Caritas rivela che, in appena un anno, l’incidenza dei “nuovi poveri” è passata dal 31% al 45%: quasi una persona su due che oggi si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. «Tra i nuovi poveri aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, degli italiani che sono oggi la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorati dall’indigenza». E’ catastrofico, il bilancio del governo Conte: «Il numero totale di ore di cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1° aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 milioni. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444.000 unità», lasciando a casa in particolare i titolari di contratti a termine e i lavoratori autonomi. «La pandemia ha finora ha colpito soprattutto giovani e donne: una disoccupazione selettiva, ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato».
Gravi e con pochi precedenti storici – aggiunge Draghi – gli effetti sulle diseguaglianze: «Il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato, non proteggendo a sufficienza i cittadini con impieghi a tempo determinato e i lavoratori autonomi». Altra brutta notizia: l’Italia è il fanalino di coda, in Europa. E’ vero, le previsioni della Commissione Europea indicano che la recessione continentale sia stata meno grave di quanto ci si aspettasse, e che quindi nel giro di un anno si dovrebbero recuperare i livelli di attività economica pre-pandemia. Ma questo in Italia «non accadrà prima della fine del 2022», e per giunta «in un contesto in cui, prima della pandemia, non avevamo ancora recuperato pienamente gli effetti delle crisi del 2008-09 e del 2011-13». Tutto questo, senza contare le «ferite profonde» non solo sul piano sanitario ed economico, «ma anche su quello culturale ed educativo». I ragazzi devono tornare subito a scuola, insiste Draghi, che cita un dato deprimente: solo il 61% degli studenti ha avuto accesso alla didattica a distanza, spesso impraticabile al Sud.
Ovviamente, le priorità immediate per ripartire investono la sanità. «Questa situazione di emergenza senza precedenti impone di imboccare, con decisione e rapidità, una strada di unità e di impegno comune», chiarisce Draghi, partendo dalla campagna vaccinale. «La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuire il vaccino rapidamente ed efficientemente» (sottinteso: sonora bocciatura per l’operato di Conte, Speranza e Arcuri). «Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari», scandisce Draghi. «Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti» (altro siluro contro le costosissime tensostrutture acquistate da Arcuri). «Abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private, facendo tesoro dell’esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati».
E soprattutto, rincara la dose Draghi, occorre procedere «imparando da paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate». Quanto ha dormito, l’inaudito governo Conte? «La velocità è essenziale – insiste Draghi – non solo per proteggere gli individui e le comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus». Sulla base del disastro italiano, il nuovo premier avverte: «Dobbiamo aprire un confronto a tutto campo sulla riforma della nostra sanità», come chiedono i migliori tra i nostri medici in prima linea. Ecco la questione-chiave: «Il punto centrale è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria)». È questa, ribadisce Draghi, «la strada per rendere realmente esigibili i “livelli essenziali di assistenza”», in modo da affidare agli ospedali solo «le esigenze sanitarie acute, post-acute e riabilitative». Parole chiarissime: «La “casa come principale luogo di cura” è oggi possibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata».

https://www.libreidee.org/2021/02/rivoluzione-draghi-cure-a-domicilio-per-guarire-dal-covid/




domenica 6 dicembre 2020