Da 14 mesi li vediamo girare in lungo e in largo per ogni strada della città di Benevento e dei centri del Sannio. Viaggiano sempre indossando le tutte di contenimento e vistose maschere 'integrali', visiere in plexiglas ed altri dispositivi di protezione individuale e a bordo di auto bianche con la scritta Usca. Sono i professionisti sanitari dell'Unità Speciale di Continuità Assistenziale. Simbolo della lotta contro la pandemia. Giovani medici e infermieri scesi in campo dal primo giorno dell'emergenza sanitaria. Dapprima per eseguire i tamponi in tende allestite in ogni dove dall'Asl, poi invece il loro insostituibile ruolo è stato quello di effettuare tamponi e visite mediche a domicilio alle persone contagiate. Un compito delicato e colmo di responsabilità che ovviamente hanno investito i vertici dell'Asl sannita. “Il mio pensiero è stato sempre per loro, per il loro instancabile lavoro al pari di tutti i dipendenti dell'Asl e per questo voglio ringraziare tutta la squadra Usca di Benevento e del Sannio” ha spiegato la dottoressa Conte che dirige il comparto sanitario dell'Azienda sanitaria locale.
Ora una nuova sfida potrebbe essere ingaggiata dagli uomini e dalle donne in tuta bianca: individuare le persone affette dal coronavirus compatibili con le terapia a base di monoclonali. “Tutti i pazienti stanno riscontrando ottimi risultati e stanno bene - ha commentato il direttore sanitario dell'Asl, Maria Concetta Conte che traccia un primo bilancio -. Le monoclonali sono una soluzione assolutamente da perseguire. Da circa una settimana stiamo utilizzando le Usca per arruolare i pazienti da sottoporre alla nuova terapia contro il covid. Compito affidato ai medici di famiglia ma che da alcuni giorni è anche di competenza dei sanitari Asl che vanno nelle case delle persone ammalate e che quindi hanno competenze ad hoc per individuare i pazienti da sottoporre alle terapie con gli anticorpi monoclonali”.
Le persone adatte a ricevere questo tipo di cura, quindi, vengono segnalate dagli specialisti di medicina generale all'Asl che poi indirizza loro – tramite il trasporto affidato alla Croce Rossa - presso l'ambulatorio che è stato allestito al San Pio di Benevento.
sabato 22 maggio 2021
Terapie monoclonali funzionano, ora anche Usca in campo
domenica 21 marzo 2021
Covid, l'anticorpo monoclonale Gsk (prodotto in Italia) che funziona anche contro le varianti
Vir Biotechnology e la britannica GSK hanno reso noto in un comunicato di aver intenzione di richiedere l’autorizzazione all’uso di emergenza per la loro terapia sperimentale con anticorpi Covid-19 dopo che i dati provvisori di uno studio hanno mostrato una riduzione dell’85% dei ricoveri e dei decessi tra i pazienti ad alto rischio trattati precocemente. L'anticorpo VIR-7831 viene prodotto nello stabilimento di G.S.K. spa di Parma specializzato in anticorpi monoclonali innovativi che sta già fornendo a tutto il mondo per il trattamento di altre malattie come Lupus, Asma grave e Mieloma multiplo
Studio sospeso per «alta efficacia»
Un comitato indipendente di monitoraggio dei dati, spiega la nota, ha raccomandato che lo studio di Fase 3 COMET-ICE che valuta VIR-7831 come monoterapia per il trattamento precoce negli adulti ad alto rischio di ospedalizzazione, sia interrotto nell'arruolamento a causa di evidenze di profonda efficacia della terapia hanno affermato Vir e GSK in una dichiarazione congiunta. Interrompere uno studio per alta efficacia è piuttosto raro e viene fatto per «dovere morale», per non privare di una cura così valida coloro ai quali sarebbe destinato il placebo. Le due società hanno inoltre annunciato che un nuovo studio di laboratorio ha evidenziato come la terapia, VIR-7831 sia ugualmente efficace anche contro le varianti del coronavirus nel Regno Unito, in Sudafrica e in Brasile.
giovedì 18 marzo 2021
Covid, anticorpi monoclonali, arrivate 150 mila dosi: «Guariscono 3 malati su 4»
Sono arrivati ieri in buona parte d’Italia gli anticorpi monoclonali, le dosi di quel farmaco che ha rimesso in piedi in due giorni l’ex presidente Donald Trump e sul quale è partita ufficialmente la sperimentazione negli ospedali del nostro paese. L’approvvigionamento è uno dei primi atti ufficiali del commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, e rappresenta un importante punto di svolta nella terapia contro il virus Covid, sebbene non tutti siano d’accordo sull’efficacia. Sono circa 150 mila le dosi acquistate per un valore che si aggira intorno ai 100 milioni di euro. Per poterne usufruire sarà necessario avere dei precisi requisiti: essere pazienti ad alto rischio, ultrasessantenni che abbiano sviluppato il Coronavirus da pochi giorni.
A dare il via al rifornimento delle dosi (circa 2000 euro l’una) è stato il sì dell’Aifa, arrivato poco più di un mese fa. La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia del farmaco ha approvato l’utilizzo di due monoclonali il Bamlanivimab di Eli Lilly che costa sui mille euro e il Regeneron di Roche, che ne costa circa tremila, salito alle cronache perché usato sull’ex presidente Usa. L’infusione è una sola, senza richiami, a differenza dei vaccini. In contemporanea il ministro della Salute Roberto Speranza, scegliendo la strada della procedura d’urgenza, ha firmato il decreto che ha dato il via alla distribuzione, superando così i ritardi dell’agenzia europea Ema, che non si è ancora espressa su questi medicinali.
sabato 27 febbraio 2021
L'Ema autorizza in Europa anticorpi monoclonali che curarono Trump dal coronavirus „L'Ema autorizza in Europa anticorpi monoclonali che curarono Trump dal coronavirus“
L'Ema autorizza in Europa anticorpi monoclonali che curarono Trump dal coronavirus
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Primo 'semaforo verde' dell'Agenzia europea del farmaco Ema a un mix di anticorpi monoclonali anti-Covid dell'azienda americana Regeneron, noto per aver contribuito a curare l'ex presidente Usa Donald Trump. "Il Comitato per i medicinali ad uso umano (Chmp) dell'Ema - informa l'ente regolatorio - ha completato la revisione sull'uso degli anticorpi monoclonali Casirivimab e Imdevimab per il trattamento di pazienti affetti da Covid-19.
La revisione è stata condotta allo scopo di fornire un parere scientifico armonizzato a livello dell'Ue per orientare il processo decisionale nazionale sull'uso degli anticorpi prima dell'autorizzazione all'immissione in commercio". L'Agenzia ha concluso che "l'associazione nota anche come 'Regn-CoV2' può essere utilizzata per il trattamento di Covid-19 confermata in pazienti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad alto rischio di progredire verso la forma severa della malattia". Le raccomandazioni dell'ente possono ora essere utilizzate come "base dei pareri nazionali sul possibile uso degli anticorpi prima del rilascio di un'autorizzazione all'immissione in commercio.
Parallelamente - chiarisce l'Ema in una nota - è in corso la revisione ciclica (rolling review) dell'associazione di anticorpi casirivimab e imdevimab, che è stata avviata il 1 febbraio. Una volta ultimata, costituirà la base per l'autorizzazione all'immissione in commercio nell'Ue per questa associazione". Il medicinale è somministrato per infusione (flebo). Le raccomandazioni dell'Ema - riferisce l'Agenzia - fanno seguito alla revisione dei dati, compresi quelli di qualità e uno studio che ha esaminato gli effetti dell'associazione in pazienti ambulatoriali affetti da Covid-19 che non hanno bisogno di ossigenoterapia supplementare.
I risultati preliminari indicano che "l'associazione ha ridotto la carica virale (quantità di virus presente nella parte profonda del naso e della gola) in misura maggiore rispetto al placebo, con una conseguente diminuzione di visite mediche correlate a Covid-19". In termini di sicurezza, "la maggior parte degli effetti indesiderati segnalati sono stati lievi o moderati. Tuttavia sono state osservate reazioni correlate all'infusione (comprese le reazioni allergiche) che devono essere monitorate", puntualizza l'Ema.
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https://europa.today.it/attualita/l-ema-autorizza-in-europa-anticorpi-monoclonali-che-curarono-trump-dal-coronavirus.html
mercoledì 27 gennaio 2021
Il trattamento Lilly con due monoclonali porta a -70% di ricoveri e decessi
È quanto emerge dallo studio BLAZE-1 su pazienti ad alto rischio recentemente diagnosticati Covid. "Risultati entusiasmanti" dice Skovronsky, direttore scientifico dell'azienda farmaceutica
Il trattamento con due anticorpi monoclonali prodotti da Lilly, bamlanivimab ed etesevimab, riduce il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 del 70%. È quanto emerge dallo studio BLAZE-1 su pazienti ad alto rischio recentemente diagnosticati Covid. Lo annuncia Eli Lilly and Company. In 1.035 pazienti, ci sono stati 11 eventi (2,1%) nei pazienti che assumevano la terapia e 36 eventi (7,0%) nei pazienti che assumevano placebo, che rappresentano una riduzione del rischio del 70%
https://www.agi.it/cronaca/news/2021-01-26/covid-lilly-trattamento-monoclonali-meno-ricoveri-decessi-11165383/




