venerdì 11 dicembre 2020

Vitamina D nella prevenzione e nel trattamento del COVID-19: nuove evidenze.

 Dall’inizio della pandemia alcuni scienziati hanno sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalla vitamina D nell’infezione COVID-19. Per questo motivo, insieme a numerosi studiosi, ho sottoscritto il seguente documento inviato alle Istituzioni del mondo scientifico di cui riporto i tratti più salienti a beneficio di tutti:

“…ci permettiamo di richiamare l’attenzione delle Istituzioni, del mondo scientifico e dell’opinione pubblica su un aspetto, già sollevato nei mesi scorsi1 che si è via via accreditato con numerose evidenze scientifiche: ci riferiamo alla carenza di vitamina D, della quale sono noti da tempo gli effetti sulla risposta immunitaria, sia innata che adattivache si sviluppa nei pazienti affetti da COVID-19 in conseguenza di differenti meccanismi fisiopatologici3, ma forse anche a seguito di una ridotta disponibilità di 7-deidrocolesterolo e di conseguenza del suo metabolita colecalciferolo, per la marcata riduzione della colesterolemia osservata nei pazienti con forme moderate o severe di COVID-194.

Ad oggi è possibile reperire su PubMed circa 300 lavori, editi nel 2020, con oggetto il legame tra COVID-19 e vitamina D, condotti sia retrospettivamente5, che con metanalisi6, che hanno confermato la presenza di ipovitaminosi D nella maggioranza dei pazienti affetti da COVID-19, soprattutto se in forma severae di una più elevata mortalità (OR 3,87) a essa associata8 tutti questi dati forniscono a nostro giudizio interessanti elementi di riflessione e di ripensamento su un intervento potenzialmente utile a tutta la popolazione anziana, che in Italia è in larga misura carente di vitamina D9. È stata infatti largamente evidenziata, con un’unica eccezione riportata in un lavoro, peraltro non ancora pubblicato e condotto su pazienti in uno stadio molto avanzato della malattia10, l’utilità della somministrazione di Vitamina D (in prevalenza colecalciferolo) a pazienti COVID-19.