lunedì 19 aprile 2021

Esperidina, Quercetina e Spike del coronavirus

 Questo testo è un estratto, riveduto, corretto e aggiornato, del capitolo di un libro recentemente pubblicato dall’autore[1]. In particolare, qui viene esaminato quanto si sa dell’effetto di esperidina e quercetina sull’interazione del coronavirus coi recettori cellulari.

La possibilità che i flavonoidi abbiano azione antivirus è sostenuta da molte prove sperimentali, fatte soprattutto su cellule in coltura e animali di laboratorio, che hanno dimostrato la capacità di inibire l'infezione da vari virus come herpes simplex-1, parainfluenza e virus respiratorio sinciziale [2, 3], poliomielite-1 [4], rinovirus [5, 6], epatite [7], rotavirus [8], influenza [9-15], SARS-coronavirus-1 [16]. È quindi plausibile che un’azione così ad ampio spettro si eserciti anche sul coronavirus attuale[17, 18]. In questo capitolo scopriremo che l’azione sul SARS-CoV-2, il responsabile principale del COVID-19, potrebbe essere ancora più specifica e forte.

Sebbene non ci siano ancora consistenti prove cliniche di efficacia nel COVID-19 (se non qualche dato preliminare sottoposto a riviste indicizzate), esperidina e quercetina sono state segnalate tra le sostanze capaci di inibire specificamente il legame ai recettori cellulari del virus SARS-CoV-2 e la sua replicazione [17, 19-22]. Qui esamineremo i meccanismi d'azione noti dei due flavonoidi, prendendo come paradigma l’infezione da SARS-CoV-2, e senza tralasciare di menzionare le importanti proprietà di queste sostanze naturali per la cura della salute in generale. 

I coronavirus sono un gruppo di virus a RNA a filamento singolo con una morfologia simile a una corona, che causano principalmente malattie enteriche e respiratorie di varia entità. Superate le prime barriere mucose e il possibile intervento del sistema immunitario, i virus entrano nella cellula tramite specifici recettori che si chiamano ACE2.


https://sfero.me/article/esperidina-quercetina-spike-coronavirus