La sindrome dovuta al Coronavirus-2 è diventata il panico globale da dicembre 2019. Tutti i medici sono impegnati ad identificare nuove terapie per contrastare questa pandemia, ma finora, non vi è alcun trattamento sicuramente efficace. Tuttavia, alcuni agenti antivirali e farmaci riproposti aiutano i pazienti sotto controllo medico, specialmente in condizioni di emergenza.
La gravità della COVID-19, specialmente negli anziani e nei pazienti con co-morbilità, è caratterizzata da ipercitochinemia, una risposta immunitaria esagerata associata a un rilascio incontrollato ed eccessivo di mediatori di citochine proinfiammatorie (tempesta di citochine). I flavonoidi, importanti metaboliti secondari di piante, sono stati a lungo studiati come interventi terapeutici nelle malattie infiammatorie a causa dei loro effetti modulatori di citochine. In questo quadro, diversi studi di ricerca basati su prodotti naturali vegetali evidenziano un loro ruolo cruciale nell'immunomodulazione che può impedire le possibilità di infezione e combattere la «tempesta di rilascio di citochine» generata durante l'infezione da SARS-CoV-2.
Questa recensione si concentra sui flavonoidi, in particolare l'epicatechina, l'epigallocatechina gallato, l'esperidina, la naringenina, la quercetina, la rutina, la luteolina, ed altri, che possono contrastare i livelli elevati di citochine infiammatorie che portano a scompensi organici multipli. Non ci sono ancora studi clinici nel campo della COVID-19, ma vi sono numerose prove da studi di laboratorio, suggerendo che si potrebbe aprire la strada ad un ulteriore sviluppo di fitoterapeutici per come potenziali rimedi nell’ambito di una gestione efficace e sicura della malattia.
Nella tabella ho riportato in particolare gli effetti dimostrati clinicamente della supplementazione di esperidina e quercetina nel campo di malattie in cui l’infiammazione gioca un ruolo importante: rischio cardiovascolare, artrite reumatoide, sarcoidosi (una malattia infiammatoria che può colpire diversi organi, ma principalmente i polmoni e le ghiandole linfatiche). Siccome l’infiammazione sistemica e la «tempesta di citochine» si svolgono con meccanismi in gran parte simili in tante malattie gravi, è del tutto plausibile che questi composti naturali possano giovare anche nell’attenuare i sintomi e le eventuali complicazioni dei pazienti con COVID-19.
La capacità immunomodulatoria dei flavonoidi si effettua in diversi punti dove avviene la regolazione dei mediatori infiammatori, l'inibizione dell'attivazione endoteliale, i recettori infiammatori (TLRS) e NLRP3 o l'attivazione del fattore NRF2. Inoltre, la capacità dei flavonoidi di inibire la dipeptidil-peptidasi, di neutralizzare la proteasi di 3-chymotrypsin-simile (3CLPRO) o di influenzare il microbiota intestinale e l'ACE-2. Sulla base degli effetti precedentemente comprovati dei flavonoidi in altre malattie o sulla base di studi appena pubblicati associati a Covid-19 (bioinformatica, docking molecolare), è ragionevole assumere effetti positivi dei flavonoidi sui cambiamenti infiammatori associati a Covid-19.
Tra i tanti flavonoidi disponibili mi sono orientato ad approfondire le proprietà di Esperidina e Quercetina, che sono in parte sovrapponibili e in parte peculiari. Ho trattato estesamente l’argomento in alcuni lavori scientifici (https://www.mdpi.com/2076-3921/9/8/742) (https://www.intechopen.com/online-first/reappraisal-of-dietary-phytochemicals-for-coronavirus-infection-focus-on-hesperidin-and-quercetin) e in un libretto in italiano (https://www.researchgate.net/publication/350663909_Rivalutazione_dei_fitochimici_alimentari_per_l'infezione_da_coronavirus_effetti_di_esperidina_e_quercetina). Questi flavonoidi sono disponibili in natura negli agrumi (esperidina) e in capperi, cipolle, cicoria, piselli, mirtilli e molti altri vegetali (quercetina).
