lunedì 22 marzo 2021

Covid. Bassi livelli di vitamina D possono contribuire ad aggravare la prognosi. Lo studio dell’Iss e del Sant’Andrea di Roma

Per lo studio sono stati arruolati 52 pazienti affetti da infezione da COVID-19 con coinvolgimento polmonare (27 femmine e 25 maschi, l'età mediana era di 68,4 anni). I livelli di vitamina D erano carenti (con livelli plasmatici di VitD molto bassi, sotto 10 ng/ml) nell’80% dei pazienti, insufficienti nel 6,5% e normali nel 13,5%. I soggetti con bassi livelli di VitD al momento del test COVID-19 erano a più alto rischio di essere positivi rispetto ai soggetti con sufficiente stato di VitD

Ad oggi è possibile reperire su PubMed circa 300 lavori, editi nel 2020, con oggetto il legame tra COVID-19 e vitamina D, condotti sia retrospettivamente, che con metanalisi, che hanno confermato la presenza di ipovitaminosi D nella maggioranza dei pazienti affetti da COVID-19