giovedì 22 aprile 2021

COVID: un FARMACO usato da 50 anni BLOCCA i DANNI ai POLMONI. La SCOPERTA dei RICERCATORI

Crescono le speranze per guarire dal CORONAVIRUS con un FARMACO. Si chiama NICLOSAMIDE ed è un farmaco antiparassitario utilizzato da 50 anni per l’apparato intestinale e in passato ampiamente usato contro il verme solitario. Ma da ora potrebbe rivelarsi un alleato anche contro i danni polmonari causati dalla proteina spike del coronavirus.

Solitamente, come detto, viene usato per trattare le infezioni intestinali. Ma ora il farmaco antiparassitario potrebbe rivelarsi un grande alleato dei polmoni nella lotta al COVID-19. A dimostrarlo è stato un team di ricercatori del King’s College di Londra, insieme all’Università degli studi di Trieste e del Centro di ingegneria genetica e biotecnologie (Icgeb) di Trieste, che ha scoperto il meccanismo che porta alla fusione anomala delle cellule polmonari infettate dal coronavirus e come la niclosamide abbia un’azione preventiva, riuscendo a bloccare questo processo guidato dalla proteina spike.




mercoledì 21 aprile 2021

Covid-19, un batterio per potenziare l’immunità innata. Studio di un ricercatore italiano

Modena, 25 novembre 2020 – Il prof. Beniamino Palmieri dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha recentemente pubblicato sul Journal of Medical Virology una review dei numerosi studi clinici condotti negli ultimi sessant’anni sull’attività antivirale del batterio C. parvum e propone di utilizzarlo per la prevenzione e terapia del Covid-19, a cominciare da medici e operatori sanitari.

Prof. Beniamino Palmieri

“La salvaguardia della vita dei medici in Italia non è stata sino ad ora sufficientemente tutelata come invece è accaduto in Cina – spiega il prof. Palmieri – infatti, incontrando al Policlinico di Modena il capo della delegazione cinese di Wuhan (dr. Hua Zhou dell’Università di Zhejiang) in visita alle strutture anti-covid, abbiamo avuto conferma che durante l’episodio pandemico gli Infettivologi avevano protetto tutti gli addetti alla salute con un vecchio prodotto di una azienda italo-americana (estratto timico), che potenzia appunto l’immunità innata, con il risultato che solo 6 medici sono deceduti nell’intero arco della pandemia”.

Palmieri è convinto del potenziale del batterio attualmente disponibile come farmaco “Parvulan”, immunostimolante antivirale registrato in Brasile.

“A conferma dell’efficacia di Parvulan come barriera antivirus – ribadisce Palmieri – abbiamo già una preliminare casistica in quest’ultima recidiva pandemica chiediamo ora un confronto con esperti e un adeguato supporto di visibilità della proposta senza alcun conflitto, anzi con perfetta integrazione con i vaccini prossimi venturi”.

“L’utilizzo di questo strumento, che ha mostrato ottime caratteristiche di qualità e sicurezza – conclude Palmieri – oltre a proteggere i medici potrebbe contribuire a decongestionare gli ospedali”.

https://www.insalutenews.it/in-salute/covid-19-un-batterio-per-potenziare-limmunita-innata-studio-di-un-ricercatore-italiano/



martedì 20 aprile 2021

Il Parvulan contro il Covid-19

È stata presentata in Senato la richiesta per il Parvulan come pratica di vaccinazione surrogata, dal Professor Beniamino PALMIERI.


Il Parvulan – CORYNEBACTERIUM PARVUM inattivato – sviluppa e potenzia la protezione immunitaria innata, quindi naturale, e secondo il professore è un efficace supporto nella battaglia contro il covid-19 e, addirittura, contro le varianti del virus.

Il Professore universitario studia questo batterio da più di 40 anni e lo ritiene una possibile ed efficace alternativa ai vaccini proposti contro il covid-19, poiché risulta efficace sia come prevenzione che come cura.

Il Parvulan agisce sull’immunità innata del soggetto, attivando cinque ceppi di cellule immunitarie che bloccano gli agenti patogeni prima che entrino nel corpo e, qualora fossero già entrati in contatto con l’organismo, ne blocca immediatamente la diffusione, attivando una risposta immunitaria che funge da cura, accelerando, quindi, il processo di guarigione in modo evidente e con il ripristino graduale delle funzioni compromesse.

L’immunità acquisita con il Parvulan ha una durata di 15/18 mesi, quindi decisamente superiore a quella stimata per i vaccini che stanno somministrando e non esistono casi di decesso successivi alla somministrazione.

È inoltre utile per curare altre patologie come la fibrosi cistica e non ha controindicazioni per i soggetti che hanno patologie autoimmuni, herpes o fuoco sacro.
È già stato ampiamente provato che doni energia all’organismo e viene utilizzato dai due anni in su, fino ad età avanzata.
Può essere inoculato anche nelle donne in gravidanza e in allattamento, non ha nessuna controindicazione ed è ottimamente tollerato, sicuro, privo di effetti collaterali di rilievo, senza adiuvanti o conservanti.

Presenta solo vantaggi, soprattutto in un momento in cui i vaccini presenti sono ancora in fase sperimentale, non si conoscono gli effetti a lungo temine di essi e ci sono difficoltà enormi nell’approvvigionamento delle dosi da parte di molte regioni italiane.

Nella speranza che la salute collettiva sia il principale obiettivo e che ci sia libertà assoluta nella scelta delle cure, ci auguriamo che l’uso di questo farmaco, che è stato già riconosciuto dal Ministero della Salute, ma non ancora dallo Stato, venga approvato, che gli venga data la giusta risonanza e una vasta utilizzazione.

Il farmaco lo può fornire il Professor Palmieri, spedendolo direttamente a casa di chi lo richiede e la certificazione rilasciata a fine trattamento potrebbe essere esibita all’autorità sanitaria e potrebbe essere accettata in sostituzione di quella dei vaccini attualmente utilizzati.

Il professore si è reso disponibile ad illustrare il Parvulan ai medici di famiglia.

I contatti per richiedere il farmaco:
Prof. PALMIERI – 375-6762736

palmieri@umimore.it

info@medicocuratestesso.com

mary.vadala@gmail.com

https://www.corrierepl.it/2021/04/16/il-parvulan-contro-il-covid-19/

https://www.telecolor.net/2021/01/medicina-amica-parvulan-protezione-dal-covid-19-2/


lunedì 19 aprile 2021

Esperidina, Quercetina e Spike del coronavirus

 Questo testo è un estratto, riveduto, corretto e aggiornato, del capitolo di un libro recentemente pubblicato dall’autore[1]. In particolare, qui viene esaminato quanto si sa dell’effetto di esperidina e quercetina sull’interazione del coronavirus coi recettori cellulari.

La possibilità che i flavonoidi abbiano azione antivirus è sostenuta da molte prove sperimentali, fatte soprattutto su cellule in coltura e animali di laboratorio, che hanno dimostrato la capacità di inibire l'infezione da vari virus come herpes simplex-1, parainfluenza e virus respiratorio sinciziale [2, 3], poliomielite-1 [4], rinovirus [5, 6], epatite [7], rotavirus [8], influenza [9-15], SARS-coronavirus-1 [16]. È quindi plausibile che un’azione così ad ampio spettro si eserciti anche sul coronavirus attuale[17, 18]. In questo capitolo scopriremo che l’azione sul SARS-CoV-2, il responsabile principale del COVID-19, potrebbe essere ancora più specifica e forte.

Sebbene non ci siano ancora consistenti prove cliniche di efficacia nel COVID-19 (se non qualche dato preliminare sottoposto a riviste indicizzate), esperidina e quercetina sono state segnalate tra le sostanze capaci di inibire specificamente il legame ai recettori cellulari del virus SARS-CoV-2 e la sua replicazione [17, 19-22]. Qui esamineremo i meccanismi d'azione noti dei due flavonoidi, prendendo come paradigma l’infezione da SARS-CoV-2, e senza tralasciare di menzionare le importanti proprietà di queste sostanze naturali per la cura della salute in generale. 

I coronavirus sono un gruppo di virus a RNA a filamento singolo con una morfologia simile a una corona, che causano principalmente malattie enteriche e respiratorie di varia entità. Superate le prime barriere mucose e il possibile intervento del sistema immunitario, i virus entrano nella cellula tramite specifici recettori che si chiamano ACE2.


https://sfero.me/article/esperidina-quercetina-spike-coronavirus


venerdì 16 aprile 2021

giovedì 15 aprile 2021

#TerapiadomiciliareCovid19

#TerapiadomiciliareCovid19 è un gruppo Facebook nato da un’intuizione dell’Avv. Erich Grimaldi per dare supporto agli affetti da Covid in maniera tempestiva fin dalla comparsa dei primi sintomi, grazie a un numero sempre maggiore di medici volontari pronti ad intervenire al domicilio dei pazienti.



* a 8:15 viene spiegato come contattare i medici volontari


mercoledì 14 aprile 2021

Coronavirus e microbiota: benefici di esperidina e quercetina

 Con lo scoppio del COVID-19, l'attenzione del mondo scientifico si è orientata a capire innanzitutto cos’era questo virus, i meccanismi di infezione e la patogenesi della malattia, particolarmente per i motivi del suo aggravamento in molti soggetti. Nel contempo, è iniziata una spasmodica ricerca di sostanze preventive, antivirali e immunomodulatrici, cosicché sono presto emerse proposte di utilizzare farmaci antivirali già noti o sostanze di origine naturale.

Personalmente, durante il primo “lockdown” ebbi il tempo di studiare a fondo la materia della “nutraceutica” e approfondire le proprietà degli agrumi, ricchi di flavonoidi di cui il più rappresentato è l’esperidina [1]. Anche altri autori italiani, considerando il basso costo e l'elevata sicurezza degli alimenti naturali ricchi di flavonoidi e vitamina C, hanno suggerito che potrebbe essere utile valutare se aumentarne l'assunzione giornaliera [2-4].